Storia

Le prime tracce della viticoltura nella zona di Chablis risalgono al II secolo a.C., quando nella parte sud dell’attuale cittadina che dà il nome all’appellation sorgeva un piccolo villaggio gallico. Tuttavia l’impulso vero e proprio allo sviluppo della produzione di vino arrivò con i Romani, grazie all’opera dell’imperatore Marco Aurelio Probo. Dal IX secolo in poi furono gli ordini monastici a dare vigore e continuità all’attività viticola, iniziando a porre le basi della distinzione qualitativa tra i cru che poi è stata sistematizzata in epoca moderna.
Nel XIII secolo lo sviluppo diventa anche commerciale: i vini di Chablis cominciano a viaggiare e a farsi conoscere a Parigi e verso nord, iniziando a costruirsi la nomea di bianchi rocciosi e da lungo invecchiamento.
Nel 1850, con 38.000 ettari di vigna coltivati e un milione di ettolitri prodotti annualmente, l’Yonne è una delle più importanti regioni francesi del vino. L’arrivo della fillossera nel 1887 ha distrutto tutto, e la ripresa è stata lenta e faticosa.
Risale al 1938 l’istituzione della piramide qualitativa dei cru, mentre è degli anni Sessanta la definitiva consacrazione di Chablis come una delle culle più prestigiose dei grandi bianchi di Francia.