Laurent Tribut, uomo riservato e con un perenne sorriso su uno volto scarno, non nasce da una famiglia di viticoltori, ma si è plasmato lavorando per un decennio con il suocero René Dauvissat, di cui ha sposato la figlia Marie Clotilde. Avuti in eredità alcuni appezzamenti contigui alle zone più vocate, i Tribut hanno iniziato a piantare viti per arrivare nel 1987 alla prima vinificazione fatta nelle cantine della famiglia di origine. La svolta è arrivata nel 1991, con il trasferimento delle attività in una proprietà con annessa cantina a Poinchy. Nel frattempo, con piccole e mirate acquisizioni il Domaine si è ingrandito per arrivare a poco più di 5 ettari di Chablis Village, un ettaro del 1er cru Beauroy, un altro del 1er cru Cote de Lechet, oltre a 25 are del 1er Cru Montmains. Le vigne sono condotte con trattamenti minimi, per un’agricoltura di fatto biologica anche se non certificata. Le uve vengono raccolte a mano e i vini vengono prodotti secondo i metodi classici e invecchiati in botti di rovere nella piccola cantina sotterranea appena fuori dalla casa di famiglia. La cantina è molto piccola e lo spazio è limitato, per cui sono necessari due imbottigliamenti di ogni vino.
Da qualche anno Laurent si è ritirato e ha lasciato spazio ai figli, ma continua a essere presente e controllare con occhio compiaciuto il lavoro di Solange, Adeline e Gabriel, tre dei quattro eredi, che lavorano al domaine. Ora è il momento di Solange, una donna energica, affascinante, brillante e gentile, che ha studiato viticoltura e vinificazione a Beaune. Altamente qualificata e volitiva, anche lei come aveva fatto prima il padre, ha voluto cimentarsi e misurarsi iniziando a imbottigliare con il suo nome una piccola quantità di Chablis Village nella cantina di famiglia. Oora preso saldamente in mano le operazioni di vinificazione del Domaine: la sua mano si sente, e i vini stanno rivelando anno dopo anno di maggiore finezza e raffinatezza, pur rimanendo nello stile classico dritto e preciso della scuola Dauvissat. Chablis puri, ben bilanciati, potenti e con una grande capacità di invecchiamento.
Gli anni e le generazioni passano, ma con queste premesse i vini di Tribut continueranno a essere i miei vini del cuore.
D.P.


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