Era una bella giornata di fine gennaio e faceva un freddo pazzesco quando siamo arrivati e così si è presentato Mathieu Goury facendoci subito capire cosa avremmo trovato nei suoi vini. Solo un uomo duro, ma con una eterna espressione sorridente, e capace di un lavoro titanico, sempre con pantaloni corti anche in pieno inverno, ha potuto pensare di fare vino in Savoia in un ambiente di montagne ripide e farlo su 46 appezzamenti quasi inaccessibili con vecchie vigne abbandonate da altri viticoltori, perché troppo difficili da lavorare, ma avendo un profondo amore per la sua terra di origine, ai suoi occhi non c’era altro modo per svelare questo immenso terroir con le sue uve autoctone che solo in questi luoghi estremi sanno esprimere tutto il loro potenziale.
Siamo a Saint-Pierre d’Albigny, nella Combe de Savoie, al Domaine de Chevillard prima vinificazione nel 2016, dove ci accolgono Mathieu con la moglie Guillemette in un luogo quasi irreale, una casa risalente al 1703 dove tutto sembra intatto, tre livelli permettono di fare tutte le operazioni di vinificazione per gravità, pressatura in un vecchio granaio, vinificazione al piano terra ed affinamento nel sottosuolo dove le volte a botte creano la magia di un tempo perduto.
La quasi totalità dei vini nasce da vitigni locali: Mondeuse, Altesse e Jacquère e la peculiarità viene data dalla grande varietà dei terreni (calcarei, marnoso-calcarei e argillosi-calcarei) combinata con un’esposizione a sud/sud-est che contribuisce alla piena maturazione delle uve, generando così struttura elegante e grande complessità aromatica. Matthieu cura le sue viti in modo meticoloso facendo convivere la tradizione con una impostazione biologica per esaltare il pieno potenziale delle sue uve. I vini bianchi vengono pressati lentamente utilizzando una grande pressa per champagne che con una pressatura lenta e costante mantiene i vini delicati ed eterei.
La vinificazione è in botte per i bianchi ed in cemento per i rossi, successivamente i vini (sia rossi che bianchi) vengono affinati in botti di rovere neutro per un periodo di circa un anno per non appesantirli con un lungo contatto con il legno e riposano poi ancora in bottiglia fino a quando non sono pronti per la commercializzazione.
Cultura, stile di vita ed uno straordinario amore per la sua terra hanno proiettato in pochissimi anni Mathieu tra i grandi viticoltori della Savoia.
D.P.


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