Vitigni e classificazione

Oltre l’80% del vino piemontese è a denominazione di origine. Su tutto il territorio regionale ci sono d’altronde 18 DOCG e 41 DOC, in cui trovano espressione tutti i più importanti vitigni storici e autoctoni del territorio.

Tra le DOCG spiccano ovviamente Barolo e Barbaresco, entrambe in territorio di Langa e a base di uva nebbiolo al 100%.
L’area del Barolo include l’intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba, e parte del territorio dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi, ricadenti nella provincia di Cuneo. Il disciplinare del Barolo per i vini prevede un affinamento minimo di 38 mesi, di cui almeno 18 in botti di legno. I mesi diventano rispettivamente 62 e 18 per la tipologia Riserva.

L’area del Barbaresco include l’intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive,

Treiso (già frazione di Barbaresco), e la parte della frazione San Rocco Seno d’Elvio, già facente parte del comune di Barbaresco e aggregata al comune di Alba nel 1957, ricadenti nella provincia di Cuneo. Il disciplinare del Barbaresco per i vini prevede un affinamento minimo di 26 mesi, di cui almeno 9 in botti di legno. I mesi diventano rispettivamente 50 e 9 per la tipologia Riserva.

L’area del Dogliani, in cui si produce l’omonimo vino a base di 100% uva dolcetto, include l’intero territorio dei comuni di Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Castellino Tanaro, Ciglie’, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Niella Tanaro, Piozzo, Rocca Cigliè, e parte del territorio dei comuni di Carrù, Mondovì, Murazzano, Roddino, San Michele Mondovì, Somano e Vicoforte.

Sono numerosissimi i vitigni autoctoni diffusi in tutta la regione. Se parliamo di Langa, però, la triade classica è formata da dolcetto, barbera e nebbiolo.

Dolcetto Barbera Nebbiolo