Area Geografica

La frammentazione e l’ampia distribuzione della geografia viticola della regione dà luogo a una varietà di condizioni geologiche e climatiche davvero straordinaria. Si passa dalla viticoltura di montagna delle Alpi occidentali ai suoli di origine glaciale del nord, dai terreni argillosi, sabbiosi e limosi del Monferrato e dalle tipiche sabbie del Roero alla nobiltà delle colline di Langa, con substrati di tipo calcareo bianco e morenico.

Proprio le Langhe, con le tre celebri denominazioni di Barolo, Barbaresco e Dogliani, rappresentano il cuore dell’eccellenza vitivinicola piemontese, e da tempo custodiscono la più alta espressione qualitativa dell’intero comparto italiano. Qui, sulla sponda destra del fiume Tanaro, il clima secco garantisce maturazioni ottimali, favorite anche dal pronunciato andamento collinare e quindi da un’esposizione ai raggi solari sempre ideale. Ma sono in particolar modo le caratteristiche geologiche a determinare l’eccellenza dei vini di Langa: il suolo langarolo ha origine sedimentaria e marina, e deriva dall’antico bacino terziario piemontese.

Come si può leggere sul portale istituzionale del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, «a partire da circa 12 milioni di anni fa e fino a 5, durante il Miocene, sui fondali si andavano accumulando i sedimenti che oggi compongono le rocce stratificate della zona. L’età va dal Langhiano (15,9-13,8 MA) al Serravalliano (13,8-11,6 MA) e al Tortoniano (11,6-7,2 MA), per finire durante il Messiniano (7,2-5,3 MA). Durante questo lungo lasso di tempo le condizioni mutarono notevolmente sia come profondità del mare che come forma del bacino. La conseguenza è stata che le rocce hanno registrato questi cambiamenti mutando in composizione e tessitura e generando formazioni geologiche distinte». La formazione di Murazzano, la formazione di Lequio, le arenarie di Diano, le marne di Sant’Agata fossili, i conglomerati di La Morra, la formazione della vena del Gesso, la formazione di Cassano Spinola e le marne plioceniche compongono un quadro frastagliato e di enorme interesse vitivinicolo, senza eguali nel resto d’Italia.