Storia

La Provenza del vino ha una storia millenaria: è la zona francese in cui per prima si è stabilita la vite, portata dai focesi intorno al 600 a. C. nei dintorni dell’attuale città di Marsiglia. Furono poi i Romani a continuare il lavoro di radicamento e valorizzazione del comparto, a loro volta seguiti dagli ordini monacali e dopo ancora dalle famiglie aristocratiche, che tanto hanno contribuito alle sue fortune nel Paese. Nel XV secolo il vino provenzale raggiunse quindi la sua massima reputazione, per arrivare successivamente a un lungo periodo di parziale oblio.
Nell’Ottocento, sotto la spinta dei vicini piemontesi, ebbe inizio un’opera di impianto di alcune varietà autoctone italiane, ma poi la fillossera decimò la superficie vitata inferendo un duro colpo alla produzione. Negli ultimi decenni, con l’incremento esponenziale del turismo, la viticoltura della regione è risorta, e pur rimanendo in buona parte dedicata alla realizzazione di vini facili, tecnici e di impronta commerciale, sta vedendo sorgere una schiera di vigneron (storici e non) che puntano sulla qualità e ottengono riconoscimenti sempre più entusiastici da parte di bevitori, appassionati e critica. La Provenza del vino vuol dire in primis rosè, ma anche rossi di grande potenzialità di invecchiamento e bianchi dal sapore mediterraneo.