Lo aveva annunciato molte volte, al punto che eravamo arrivati a non credergli più di tanto. Purtroppo però quest’anno lo ha fatto davvero; Jean Pol Billion non ha realizzato la Cuvée de Reserve, ma solo il millesimato Vieilles Vignes.
Il fatto è che non intravvedendo un futuro per il marchio di famiglia, l’unica figlia di Jean Pol non ha voluto seguire le orme del padre, e il nostro eroe – è il caso di dirlo – ha optato per una scelta di vita che ben si lega alla sua personalità vulcanica e al suo spirito edonistico: ha acquistato una casa in Piccardia, e si limiterà a produrre il favoloso millesimato per lui e per pochi affezionati clienti.
Krug lo corteggiava da tempo, e gli ha offerto un contratto di acquisto totale dell’uva coltivata. Jean Pol era già un importante conferitore della celebre maison, e visto che l’offerta pervenutagli tocca i più alti livelli del mercato dello Champagne, ha accettato. Naturalmente il suo vino dall’etichetta dorata non sparirà subito: c’è ancora una piccola quantità di bottiglie della Cuvée de Reserve che ha distribuito proporzionalmente tra i suoi clienti storici, e a noi di L’Etiquette ne è toccato quanto basta per l’anno in corso, e qualcosa di più per il formato magnum.
Poi dovremo “accontentarci” del millesimato, altro capolavoro che racconta a modo suo la ricchezza del mondo Champagne, tutt’altro che un monolite come certi ritratti potrebbero lasciar immaginare. Ci troviamo a Mesnil-sur-Oger, celebre comune grand cru che si trova nel cuore della Côte des Blancs. Per chi è abituato a pensare ai Blanc de Blancs, vale a dire agli Champagne da uve 100% chardonnay, soltanto come a vini affilati e galoppanti, freschi e agrumati, la Cuvée de Reserve di Billion dimostra quante altre facce si possano celare dietro questa tipologia, soprattutto se maneggiata con savoir faire e intelligenza.
Al naso emergono le note floreali, il timbro più elegante dello Chardonnay, e cenni di frutta secca e miele che donano carattere e importanza al profilo olfattivo, già articolato di suo. In bocca il dosaggio misurato, di 3 grammi/litro, dona quel pizzico di rotondità che si sposa perfettamente con la tensione acido-sapida. Il risultato? Uno Champagne dalla trascinante carica gastronomica, che finisce in un amen. Il 2021 è l’ultimo anno in cui lo troveremo in commercio: diamogli il saluto che si merita.




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