EDMOND ET ANNE VATAN


Chavignol

LOIRA


“La leggenda del Sancerrois”

Viticoltura integrata

Superficie vitata: 1 ha

N° bottiglie: 3.000/anno

edmond anne vatan

Edmond e Anne Vatan, padre e figlia, sono da tutti considerati i più rigorosi interpreti del Sancerre. Propongono un unico vino, il Clos La Néore, che prende il nome da una piccola parcella di Les Monts Damnès e viene prodotto da vigne vecchie di almeno 60 anni, gestite seguendo la classica tradizione locale.
La produzione è andata via via calando dalla metà degli anni Novanta, e nelle ultime annate è stata di poche centinaia di bottiglie, con la conseguente scomparsa del vino dal mercato, fattore questo che lo ha fatto diventare una sorta di oggetto di culto riservato ai famigliari e agli amici di lunga data.
Dalla vendemmia 2008 Anne ha preso in mano la conduzione della vigna e della cantina, e sotto l’occhio attento del padre, ormai più che ottantenne, continua a  mantenere a livelli altissimi la produzione.
Non ci sono parole sufficienti per descrivere questo vino, bastano le fotografie del signor Edmond e della bottiglia per rappresentarne l’estrema semplicità, l’eleganza e nello stesso tempo il carattere e la forza. In effetti non puoi capirne Clos La Néore se non hai incontrato Edmond, la sua figura e il suo sorriso fanciullesco, i suoi gesti misurati e rallentati dall’età, il suo modo di servire il vino con i bicchieri appoggiati su una cassetta. Un vino iconico, assurto al mito, che va apprezzato senza fretta e con grande serenità.

SANCERRE CLOS LA NÉORE

100% sauvignon blanc

100% sauvignon blanc

viti di 60 anni

viti di 60 anni

12 mesi in vasca smaltata, non filtrato

12 mesi in vasca smaltata, non filtrato

3.000 bottiglie

3.000 bottiglie

Emozionante

Emozionante

Nel bicchiere è un continuo divenire: si apre con delicati frutti a polpa bianca, passa subito su toni floreali e poi alle erbe officinali, e chiude con toni più muschiati e di asparago e pisello se parliamo delle bottiglie più vecchie. Più aspetti e più si rivela, conservando sempre una sapiente freschezza e una mineralità tridimensionale.

Nel bicchiere è un continuo divenire: si apre con delicati frutti a polpa bianca, passa subito su toni floreali e poi alle erbe officinali, e chiude con toni più muschiati e di asparago e pisello se parliamo delle bottiglie più vecchie. Più aspetti e più si rivela, conservando sempre una sapiente freschezza e una mineralità tridimensionale.

Non teme gli abbinamenti ma è un vino da meditazione e come tale va degustato.

Non teme gli abbinamenti ma è un vino da meditazione e come tale va degustato.