LE CLOS DE LA MESLERIE
Vernou sur Brenne Vouvray
LOIRA
“La storia di un viaggio interiore”
Agricoltura biologica
Superficie vitata: 4 ha
N° bottiglie: 10.000/anno

La necessità di reinventarsi dopo anni di lavoro nella consulenza strategica e nella finanza. Il bisogno di tornare ai valori elementari e di lavorare con le mani per creare qualche cosa di tangibile unico e duraturo.
L’amore per la Francia e per il vino e la consapevolezza che il miglior balsamo per l’anima lo trovi attorno ad una tavola che mette insieme amici e buon vino.
La scoperta nel 2002 di un luogo incantato una dimora del XVII secolo immersa tra le vigne coltivate in loco da centinaia di anni, con un frutteto contenente una gran quantità di alberi da frutto mele, pere, prugne, pesche, ciliegie, mele cotogne, noci, ma anche piccoli frutti fragole, lamponi, ribes nero, ribes e siepi ricoperte di more selvatiche, un orto con ogni tipo di ortaggi ed un giardino per erbe aromatiche e spezie.
Un insieme di fattori atti a creare un habitat naturale e protetto da agenti esterni capace di creare le condizioni per produrre un vino unico ed assolutamente diverso dallo standard della regione, ma non basta se si assecondando le caratteristiche climatiche diverse ogni anno e si è capaci di limitare la resa delle viti e di selezionare solo il miglior succo dai grappoli migliori succede il miracolo: un vino che ogni anno si esprime come vuole la natura.
Questa è la storia di Peter Hahn magistralmente raccontata nel suo libro Angels in the Cellar che più di una descrizione della vinificazione, è una celebrazione della natura e dell’amore per la terra, le stagioni e il suolo, e di come queste cose possano nutrire l’anima.

Ogni anno un vino differente ma non voglio soffermarmi sul singolo vino, tutti ottenuti dallo chenin quanto sulle peculiarità del progetto, si seguono tutte le fasi necessarie per fare non solo un vino “naturale” ma un vino “completo” capace di raggruppare quattro anime “vitigno, terroir, meteorologia e viticultore”
2018 Tendre |
2022 Sec Tendre |
2023 Sec |
In vigna
Coltivazione biologica della vite senza erbicidi, senza pesticidi, solo compost naturale e fertilizzanti organici.
Aratura del terreno sotto ogni filare effettuata più volte all’anno per mantenere il terreno aerato, ricco e biologicamente attivo.
Copertura erbosa tra ogni filare per mantenere un ecosistema autosufficiente e limitare l’erosione del suolo.
Sgermogliamento e disgermogliamento manuale in modo che ogni vite concentri le proprie energie sui grappoli selezionati, limitandone così la resa.
Sfogliatura manuale di ogni vite che consente un’esposizione solare ottimale di ogni grappolo e un’aerazione che riduce il rischio di malattie.
Diraspatura se necessario per eliminare i grappoli colpiti da marciume grigio e quelli la cui maturazione non è omogenea.
Vendemmia manuale, cernita rigorosa dei grappoli più maturi e sani, lasciando gli altri grappoli a terra per alimentare il vigneto. I grappoli vengono raccolti in ceste nelle ore più fresche della giornata e riportati rapidamente alla pressa (meno di un’ora dopo la raccolta). Questo permette ai grappoli di arrivare interi alla pressa, senza versare il succo, riducendo così il rischio di ossidazione e malattie fungine.
In cantina
Utilizzo di soli lieviti naturali che si sviluppano sulla buccia dell’uva matura (nessun integratore di lievito commerciale nel succo dopo la pressatura per favorire la fermentazione.
Fermentazione e affinamento in botte per un minimo di dieci mesi prima dell’imbottigliamento.
Agitazione manuale delle botti più volte al mese per aiutare a sviluppare aromi naturali e proteggere il succo dall’ossidazione.
Nessun trattamento a freddo (quindi può capitare che ci sia un deposito di cristalli di tartaro nelle bottiglie, che è un fenomeno naturale e non ha alcun effetto sul gusto).
Ridotto utilizzo di solfiti per la conservazione del vino.
Uso minimo di botti di rovere nuove per evitare il classico aroma del legno, molto spesso utilizzato nel vino bianco, che maschera i veri aromi e sapori dell’uva.
Tappi provenienti dall’unica piantagione di quercia da sughero biologica situata in Portogallo.Etichette sono realizzate con inchiostri a base d’acqua.
E noto che la quantità di additivi che si possono aggiungere a un vino è enorme, ma a Clos de la Meslerie, usi utilizza SOLO solfito in dosi ridotte al minimo, indispensabile per proteggere il vino dal deterioramento durante il trasporto.
Le installazioni
Le strutture sono state rinnovate e attrezzate per limitare il più possibile gli interventi meccanici dall’arrivo dei grappoli d’uva all’imbottigliamento con l’uso della gravità per spostare il succo dalle vasche di decantazione alle botti. Per la pulizia delle attrezzature si utilizza solo acqua ad alta pressione senza detergenti o prodotti chimici. Tutto è speciale nella tenuta ma la cosa più notevole e rappresentativa del modo di lavorare è la pressatura, fatta rigorosamente a mano. Interessante è la storia, durante la ripulitura degli ambienti sono state ritrovate due vecchie presse, tra i 50 e i 100 anni, veri esempi di prodezza meccanica, carcasse di metallo, legno e cemento, solide come vecchie barche, design dalle linee semplici, ovviamente non utilizzate da decenni. Con l’aiuto di vecchi viticultori si è messo in opera un processo di restauro ed il torchio rimesso a nuovo è stato utilizzato nel 2008 per il primo raccolto. A parte il carattere storico del ricupero del torchio ci sono elementi tecnici e qualitativi che entrano in gioco. Utilizzare una pressa di questo tipo significa che non esiste altra scelta che effettuare una pressatura delicata e lenta, ed essendo impossibile ottenere la stessa pressione esercitata da una pressa moderna, si ottiene solo il primo succo dall’uva, certamente ottenendo il meglio dai grappoli.



2018 Tendre
2022 Sec Tendre
2023 Sec