Ieri abbiamo aperto la buonissima Coppa Piacentina, dell’azienda agricola Malintesa, la cui incredibile dolcezza, ormai rara nei prodotti più industriali spesso contraddistinti da una marcata speziatura, ci ha commosso, riportandoci alla genuinità di quegli autentici sapori ormai riposti nei meandri della nostra ipofisi di bambini. Tanta bontà la si sarebbe potuta abbinare ad un vino piacentino, in grado di contrastare la scioglievolezza del salume senza sfumarne l’entusiasmante aromaticità.
Il genio però si sa, sta nell’intuizione e nella fantasia e così abbiamo deciso di spostarci dal territorio di elezione ed abbiamo cercato un vino che fosse in grado di scatenare il nostro entusiasmo senza troppo badare ai cliché. Ecco perché la scelta è ricaduta su uno Chardonnay che con la sua avvolgenza burrosa accompagnasse un finale armonico e fuori dagli schemi.
Abbiamo scelto uno Chablis Village 2024 di Solange Tribut. La discussione si è conclusa all’istante generando il religioso silenzio di chi contempla la perfezione.
A.G.


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