La posizione geografica della regione, collocata a nord del 45° parallelo, determina un clima continentale con inverni freddi, estati calde e temporali imprevedibili dovuti alla vicinanza delle Alpi. Tuttavia le particolari caratteristiche orografiche, l'ampia presenza di laghi e la notevole distanza tra i vari territori viticoli fanno emergere spiccate differenze climatiche: nella parte meridionale della Savoia, intorno a Chambéry, l’influenza mediterranea si manifesta con inverni temperati e un irraggiamento solare ottimale, mentre a nord, in Alta Savoia, poco distante da Ginevra e dal confine con la Svizzera, il forte influsso delle correnti oceaniche determina condizioni di freddo più marcate. Tre sono le zone principali in cui si coltiva la vite: nei pressi del lago Lemano, vicino a Ginevra, in Alta Savoia, domina lo chasselas; intorno e a nord del lago di Bourget, nella parte occidentale dell'area, divisa tra Alta Savoia e Savoia, a fare la voce grossa è la mondeuse; nel territorio a sud-est di Chambery, in piena Savoia, troviamo invece i vini bianchi più fini e vini rossi dallo straordinario equilibrio.

Proprio in quest'ultima zona operano, in un contesto difficile, alcuni giovani viticoltori che hanno saputo trasformare la loro attività, prima destinata a realizzare vini per il semplice consumo locale, in realtà ormai fortemente apprezzate anche al di fuori del territorio di origine.

 

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Nello specifico sono due le aree più vocate, quelle della Cluse de Chambery, a sud-est della città, e quella della Combe de Savoie, che parte dall'estremità meridionale di questa prima zona e si sviluppa ancora verso est, nella valle dell'Isère: qui al nome dei singoli villaggi spesso corrisponde quello dei cru.

Apremont sorge sul versante ovest della Cluse e porta in dote suoli bianchi, un'esposizione perlopiù rivolta a est, e altitudini medio-basse. Qui si coltivano le varietà jacquère, il vitigno bianco più diffuso nella regione, poco alcolico ma dotato di buona acidità e mineralità, e mondeuse, una tipologia su cui le particolari caratteristiche pedoclimatiche del luogo agiscono donando uno spettro aromatico più fruttato, meno tannico e amaro rispetto alla versione classica.

Chignin si trova al confine meridionale della Cluse: le vigne sono esposte prevalentemente a sud, e sono situate ad altitudini intorno ai 400 metri e su terreni calcarei. Si coltivano perlopiù jacquère e roussanne (o bergeron, il cui vino qui prende il nome di Chignin-Bergeron).

Terminata la Cluse inizia la Combe: siamo nella valle del fiume Isère, sulla cui riva destra troviamo cinque importanti cru in cui incontriamo vigne di mondeuse e jacquère.

Montmélian è a ridosso di Chignin, e si distingue per la coltivazione di jacquère.

Arbin è il nome di un piccolo paese che conta circa 30 ettari di vigne, e i cui suoli calcarei e marnosi sono comunemente chiamati terre nere: qui domina la varietà mondeuse.

Saint Jean-de-la-Porte è patria di alcuni vini rossi di minore diffusione, come quelli ottenuti dal vitigno persan.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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